Ottanta sanitari pronti a rientrare in corsia, i camici bianchi salernitani protestano «Dobbiamo tutelare i pazienti fragili, non farlo è in contrasto con la nostra professioni Sabino Russo «Vaccinarsi è una forma di rispetto verso i malati e proprio noi che siamo uomini di scienza, non vaccinandoci, facciamo una cosa deontologicamente non proprio corretta». Camici bianchi salernitani contrari alla scelta dei nuovo governo di riammettere le figure sanitarie, dai medici agli infermieri, passando per il personale ausiliario e quello tecnico, allontananti dallo scorso inverno da ospedali, case di cura, centri riabilitativi e ambulatori, per non essersi sottoposti alla vaccinazione contro il Covid-19. «È un errore evitare il vaccino per i medici, anche perché delle due una – dice Franco Bruno della Cgil medici e ortopedico del Ruggi-Se uno è medico deve scegliere la scienza come stella polare, che dice che le vaccinazioni sono necessarie per evitare non solo di ammalarti e quindi la possibilità di contagiare gli altri, ma anche di evitare la paura del contagio tra i pazienti che si rivolgono a tè e quindi va sicuramente fatto il vaccino. Non c’è dubbio. Credo che sia anche unaforma di rispetto e di etica nei confronti dei malati, che ovviamente non possono scegliere il medico per farsi curare e non mi sembra opportuno, per chi non può scegliere, farsi curare da chi non è vaccinato e quindi avere la possibilità della trasmissione del virus». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente dei medici di famiglia salernitani. «Gli Ordini, soprattutto, che erano stati interessati dal ministero per sospendere i medici no vax non ci fanno una bella figura – continua Elio Giusto – II medico che si è vaccinato tutela il paziente, soprattutto quando è fragile. Non farlo è un po’ in contrasto con la professione, perché come medici di medicina generale facciamo medicina d’iniziativa e quindi chiamiamo i nostri pazienti per sottoporli alla vaccinazione.
