Il caldo torrido dei giorni scorsi ha messo a dura prova gli anziani, le persone disabili e con patologie. Napoli è sempre più una città di anziani con un indice di vecchiaia che si attesta al 127.3% (2016), indice di natalità 8.3 (2015), indice di mortalità 11.0 (2015) e con over 65 intorno ai 184.941 (2016) di cui ben 42mila che abitano da soli e 145 che hanno più di 100 anni. Solo negli ultimi 10 anni si è riscontrato un aumento di 15mila ultrasessantacinquenni. A ciò non corrispondono potenziamenti e servizi qualitativamente e quantitativamente adeguati ovvero prestazioni a richiesta, visite geriatriche a domicilio gratuite. L’assistenza sociale ha registrato un arretramento. Quest’anno il Comune ha soppresso il segretariato telefonico attivato lo scorso anno ovvero gli anziani non hanno più quell’assistenza che li aiutava a pagare una bolletta, o la consegna a casa della spesa o che li facesse un pò di compagnia, il ritiro dei medicinali presso le farmacie e, non ultimo, la negazione del servizio del trasporto pubblico. E’ stata sospesa anche l’assistenza domiciliare e con il controllo del reddito ISEE chi supera i 10.400 euro l’anno dovrà contribuire ai costi del servizio
nella misura di 7,40 euro l’ora. Ciò sicuramente non sarà più accessibile a migliaia di anziani. Inoltre se pensiamo che più di 30mila anziani napoletani vivono con l’Assegno Sociale che in media è di 427 euro come sia difficile per tanti pensionati tirare avanti. Per il Comune gli anziani sono diventati un fardello senza rendersi conto che il mancato sostegno da parte del Comune ha messo in difficoltà migliaia di famiglie anche con presenza di disabili. Infatti si vedono sempre più anziani trascinarsi sotto il sole rovente a rovistare nei cassonetti dei rifiuti o ad elemosinare la carità per strada offrendo anche uno spettacolo non degno delle Istituzioni di una società civile. Con questa Amministrazione si è toccato il fondo sulle attività del Welfare quasi a dimenticare che invecchiare può essere anche una risorsa considerato che il numero degli anziani è sempre più in crescita. Inoltre la non attuazione delle
proposte inerenti l’attività dei nonni civici, i famosi soggiorni estivi, la ricostituzione della Consulta degli anziani che nelle passate Consiliature ha costituito un elemento essenziale di controllo dei centri di accoglienza degli anziani e dell’attività del telesoccorso e di tutto ciò che fa capo al Welfare degli anziani. Insomma Napoli non sembra essere accogliente con i suoi anziani. Occorre, allora, che l’Amministrazione Comunale tracci, una volta per tutte, le coordinate di una visione innovativa delle politiche sociali, non certamente con la strada che sta percorrendo negli ultimi tempi, con scarso dialogo con le associazioni di volontariato locali e con l’Opposizione impegnata in Consiglio Comunale in un duro scontro politico, anzi occorre che l’Amministrazione stessa si confronti con tutte le forze politiche rappresentate in un dialogo per un percorso costruttivo, politicamente non di parte; e per recepire proposte e progetti in quanto gli anziani stessi sono portatori di valori e di esperienze che possono offrire un fondamentale contributo alla nostra società. Sono una risorsa e un valore aggiunto che non vanno sprecati, ma vanno inclusi in definiti processi di integrazione, innanzitutto nell’incontro generazionale. Una cultura completamente assente in questa Amministrazione.
Moretto Vincenzo “Prima Napoli“